Una costellazione di piccoli castelli

Una costellazione di piccoli castelli

3 GIORNI – 2 NOTTI

Come stelle nel cielo i castelli della Valle Umbra se ne stanno appollaiati su alture formando costellazioni che disegnano un reticolo di fortezze che difendevano e controllavano villaggi o strade di comunicazione strategiche.

1° GIORNO | ACCOGLIENZA A FOLIGNO

Accoglienza dei clienti presso l’appartamento selezionato per voi a Foligno, antica città romana al centro del mondo, ricca di arte e cultura che spazia dagli splendidi affreschi di Palazzo Trinci alla prima stampa della Divina Commedia, fino alla gigantesca Calamita Cosmica. Le stradine del centro storico e le piazze, in un contesto piacevole e divertente, fanno da salotto ai numerosi ristoranti che accolgono i turisti per gustare piatti ispirati alla tradizione e vini locali.
Cena presso un ristorante in centro per assaporare prelibatezze umbre. Pernottamento in appartamento.

2° GIORNO | BEVAGNA - CANNARA

BEVAGNA

La mattina si parte da Bevagna catello di pianura circondato da una fertile pianura, ricca di acque (Topino, Clitunno, Teverone, torrente Attone) che è coltivata a viti, grano, granoturco, girasole, pomodoro; nella collina assai diffusa è la coltura degli ulivi. Eccellenti il vino Rosso di Montefalco e il Sagrantino.
L’abitato, cinto di mura, di aspetto medievale e ricco di monumenti, era un tempo, diviso in quattro “guaite” (quartieri di San Michele Arcangelo, San Pietro, San Giorgio e Santa Maria), poi ripartito in quattro rioni. Bevagna è il borgo del “Mercato delle Gaite (terza decade di giugno), rievocazione storica di epoca medievale di riproposizione della vita quotidiana della cittadina. Uno degli aspetti più significativi della manifestazione è costituito dalla proposta dei mestieri medievali collocati negli angoli più caratteristici di Bevagna.
La cittadina prese importanza con la colonizzazione romana e, soprattutto con il passaggio della Flaminia (220 a.C.). Nell’alto Medioevo fu gastaldato longobardo, all’interno del ducato di Spoleto, poi nel 774, nominalmente, entrò a far parte dello Stato della Chiesa, ma effettivamente dipese, prima, dai re franchi e poi dagli imperatori del Sacro Romano Impero, fino alla morte di Federico II (metà del ‘200). Intorno ai secoli X – XI la città fece parte del feudo dei conti di Antignano e Coccorone. Dopo il Mille fu costituita in libero comune retto da consoli. Con il 1371 ebbe inizio in Bevagna la signoria dei Trinci di Foligno che durò fino al 1439 quando il cardinale Giovanni Vitelleschi la restituì al diretto dominio della Santa Sede. Vari papi tra cui Pio II, Paolo II, Sisto IV, Innocenzo VIII e Giulio II dettero contributi per il restauro delle mura. Dal 1519 iniziò la serie dei governatori perpetui investiti dalla Santa Sede. Nel periodo napoleonico è sottratta ai papi, per poi tornarci con la Restaurazione fino all’Unità d’Italia.
Da ammirare è la Piazza Filippo Silvestri, cuore della città e fulcro del suo sviluppo in età medievale. La piazza, il cui assetto risale al XII – XIII secolo, è una delle più suggestive dell’Umbria concentrando in sé i principali monumenti religiosi e civili come il Palazzo dei Consoli (1270), sede dell’omonima magistratura cittadina, di cui si hanno notizie a partire dal 1187. L’edificio, costruito in travertino e arenaria, è ingentilito da un duplice ordine di bifore gotiche. Dal 1886 l’interno ospita il Teatro Torti decorato da Domenico Bruschi e Mariano Piervittori. Nella piazza troviamo anche la chiesa di San Silvestro (1195) dovuta al maestro Binello. Al centro della facciata è il bel portale, riccamente ornato di fregi, sormontato da ampia trifora. L’interno è diviso in tre navate da robuste colonne. L’alto presbiterio sovrasta la cripta. Di fronte è la Collegiata di San Michele Arcangelo, edificata da Binello e Rodolfo tra il XII e il XIII secolo. La facciata è in travertino; anche qui vi è un bel portale con fregio e utilizza negli stipiti cornici romane rilavorate. L’interno è a tre navate, presbiterio rialzato ed ampia cripta. Vi si conservano la statua processionale e quella d’argento di San Vincenzo, patrono di Bevagna. Per completare nella Piazza Silvestri si affaccia pure la chiesa dei Santi Domenico e Giacomo (XIII secolo). L’interno presenta diversi dipinti di varie epoche e due sculture lignee della fine del XIII secolo. Sull’altare maggiore un’urna conserva il corpo del beato Giacomo. Interessante è l’attiguo chiostro decorato con “Storie del beato Giacomo Bianconi” da Giovanbattista Pacetti. Presso Porta Cannara si trova la chiesa di San Francesco edificata alla fine del XIII secolo sulla più antica chiesa di San Giovanni Battista a sua volta costruita in luogo di un tempio romano. L’interno è stato rinnovato completamente nel ‘700. Si incontrano dipinti di Dono Doni e Ascensidonio Spacca.

TORRE DEL COLLE – BEVAGNA

Castello di poggio.
Ci si trasferisce a Torre del Colle
Anche qui restano ben conservate le mura perimetrali, alcune torri, la porta d’accesso, alcune case del borgo, la chiesa di S. Lorenzo. L’insediamento attuale nasce nel X secolo. Fu feudo degli Antignano, sempre ghibellini. Dopo la morte di Federico II i conti di Antignano si trasferirono a Foligno in qualità di sudditi della Chiesa e il loro feudo si dissolse. Il castello di Torre del Colle cadde sotto Bevagna poi nel 1377 appartenne a Perugia. Nel 1386 si sottomise a Ugolino III (XVI) Trinci. Todi con l’aiuto di Biordo Michelotti lo conquistò, ma dopo la morte di Biordo Ugolino III lo tornò a possedere. Nel 1421 passò a Corrado XV (III) Trinci che lo tenne fino alla sua morte. Dal 1500 gli abitanti del castello furono sudditi di Bevagna.

CASTELBUONO – BEVAGNA

Castello di poggio.
Si continua con Castelbuono
Il piccolo paese è sito in bella posizione e si presenta ancora intatto e particolarmente suggestivo. Nel Medioevo fu libero comune; passò poi a Malatesta Baglioni nel 1530; nel 1549, con breve di Paolo III fu assoggettato a Foligno, i Baglioni lo donarono nel 1567 insieme a Limigiano a Bevagna ma il papa annullò la donazione. Il borgo è cinto da mura ora in gran parte diroccate, subito fuori le mura si incontra un’edicola con Maestà affrescata nel ‘300 e attribuita a Giovanni di Corraduccio. Nell’interno del paese in una piazza, ove sono case con scale esterne c’è un’altra edicola del XV secolo col “Crocifisso tra la Madonna e San Giovanni. Delle cinque chiese che esistevano in questo castello rimane ora alla sommità del paese la sola chiesa di Santa Maria Assunta, che conserva alcuni dipinti del ‘500.
Da Castelbuono si gode un bel panorama verso la Valle Umbra e specialmente verso Spello e monte Subasio.

LIMIGIANO – BEVAGNA

Castello di poggio
Il pomeriggio è dedicato a Limigiano e Collemancio.
Attualmente Limigiano si presenta come una fortezza dalle mura solide, squadrate, ben mantenute, torri agli angoli. Dalla piazza si può scendere attraverso un arco in una suggestiva strada che passa tra le case del borgo risalenti al ‘300 – ‘400 con porte a sesto acuto e finestre in cotto. All’interno è l’abbazia di S. Michele Arcangelo documentata già nel IX sec. Conserva notevoli affreschi di scuola umbra, attribuiti da alcuni alla bottega dell’Alunno di Foligno. Sull’origine del nome si fanno varie ipotesi la più intrigante è l’esclamazione di una nobile dama: “Li mi sano!” guarita dalle acque del posto, ma è leggenda.
Inizialmente il castello fu dei conti di Antignano fino al XIII secolo, poi, dal 1371, fu dei Trinci, con un intervallo temporale in cui vi governò Perugia (1377 -1413). Infine fu possedimento dello Stato della Chiesa.
Dalla piazza si può scendere attraverso un arco in una suggestiva strada di casette del ‘300 e ‘400 con porte gotiche a sesto acuto.

COLLEMANCIO – CANNARA

Castello di poggio.
L’itinerario si conclude con Collemancio.
Il castello risale a prima del Mille, anche se le notizie più antiche risalgono al 1224, anno in cui Onorio III concesse al vescovo di Assisi la giurisdizione sull’allora Collismanci.
Conserva le sue solide mura a strapiombo, il robusto cassero a protezione della porta principale d’accesso al borgo, dove è scolpito lo stemma di Collemancio (una torre sormontata da un cassero e merli guelfi). Il castello è a pianta molto semplice, all’interno si snodano due strade principali e parallele che attraversano tutto il borgo. La strada inferiore conduce al nucleo intorno al quale si è sviluppato l’antico paese costituito dalla chiesa di Santo Stefano (nota fin dal XIV secolo conserva affreschi e una colonna romana) e dal Palazzo del Podestà, costruito nel XIV secolo, con cappella al pian terreno dedicata a Santa Maria nuova a destra della quale era un piccolo carcere.
Attualmente il Palazzetto è sede dell’” Antiquarium Urvinum Hortense”, sorta per valorizzare le risorse artistiche del luogo.
Da ricordare la “Festa del Vino” nel mese di luglio. Durante la festa viene offerto vino ai visitatori lungo le vie del castello dopo l’acquisto di un boccale di coccio all’ingresso del paese. Si può attingere direttamente dalle botti poste lungo le vie.
A poche centinaia di metri da Collemancio si trovano le rovine dell’antica città romana di Urvinum Hortense fondata nel III secolo a.C.
Nel corso del V secolo, durante le invasioni barbariche decadde e andò incontro ad un progressivo spopolamento.
Nel 1293 è attestata l’esistenza di un piccolo comune con autonome magistrature. Nel 1377 si sottomise a Perugia. Nel 1413 Giovanni XXII concesse Collemancio ai signori Trinci, che ne rimase in possesso fino al 1431. Quattro anni più tardi fu annesso allo stato dei Baglioni, che ne faranno una residenza estiva per la bellezza e la piacevolezza del luogo fino al 1648, in quanto alla morte senza discendenza di Malatesta V, il feudo Baglioni si estinse e il paese fu immediatamente annesso allo Stato Pontificio. Dal 1870 fa parte del Comune di Cannara.
Cena in ristorante a Foligno, pernottamento in appartamento.

3° GIORNO | GUALDO CATTANEO

Castello di poggio
Si inizia il secondo giorno con Gualdo Cattaneo.
Si indica come anno di fondazione il 975 ad opera del conte germanico Edoardo Cattaneo. E’ arroccato sulle propaggini dei Monti Martani, tra i torrenti Puglia e Attone. Gualdo (da wald = bosco) Cattaneo fu alleata di Spoleto contro Foligno e subì alterne vicende. Nel 1177 Federico Barbarossa la sottomise a Foligno, ma nel 1198 si avvicinò a Spoleto, quando l’ultimo duca imperiale la cedette a papa Innocenzo III. Successivamente Ugolino Trinci acquistò Gualdo Cattaneo nel 1412 da Braccio Fortebraccio e i Trinci la tennero fino al 1439 quando passò ai governatori pontifici.
Nel 1493 papa Alessandro VI della famiglia dei Borgia la consegnò in amministrazione a Foligno, ne potenziò le difese con la costruzione di una rocca (1494 – 1498/1500) avente la forma di un triangolo equilatero con un mastio centrale con funzione abitativa della guarnigione; ad ogni vertice corrisponde una torre cilindrica e troncoconica, le torri sono comunicanti tramite camminamenti sotterranei.
Il disegno della rocca dei Borgia si deve a Francesco di Bartolomeo da Pietrasanta, progetto che tiene conto dell’uso delle artiglierie.
Perugia contraria alla rocca tentò di abbatterla senza successo con un contingente militare. Due furono i motivi dell’insuccesso: la validità della struttura della rocca, concepita per resistere ad un lungo assedio, e per il coraggio del comandante Sertorio Crisdpoldi di Foligno.
La rocca ospitò per alcuni giorni nel 1624 Galileo Galilei prima che questi raggiungesse Federico Cesi, presidente dell’Accademia dei Lincei, ad Acquasparta.
Nel 1695 e nel 1955 fu restaurata.
Tre sono le chiese di Gualdo Cattaneo: Ss. Antonio e Antonino, S. Andrea e S. Agostino. Quest’ultima chiesa fu prima benedettina (1136) e poi agostiniana (1258). Conserva un affresco di scuola dell’Alunno rappresentante la “Crocifissione”.

TORRI – GUALDO CATTANEO

Castello di poggio.
Si prosegue con Torri.
Torri è sita alle falde del Monte Pelato a 450 m. s.l.m. Da Torri si vedono Trevi e Montefalco, Montecchio
Il primitivo castello è del 1250 cosciuto con il nome di “Cerqueto”, perché era circondato da un bosco di querce, fu fortificato nel XIV secolo e dalle fortificazioni prese il nome attuale; sulla primitiva porta di accesso è uno stemma di travertino con l’aquila tuderte a ricordare il dominio di Todi su questo castello. Da mettere in rilievo pure il periodo in cui Ugolino III Trinci ebbe giurisdizione su Torri per conto del papa. Prossima al castello è la chiesa di S. Giuseppe (XII – XIV sec.) con campanile a vela del XV secolo. All’interno due tele seicentesche una con “S. Francesco e un altro santo” e “l’Annunciazione”. Più staccata la chiesa di S. Giorgio restaurata nei secoli XVI e XVII. All’interno fonte battesimale del XVII secolo di notevole valore artistico.
Il castello possiede cinque torri; le porte delle case sono per lo più a tutto sesto ma ce ne sono pure a sesto acuto.

BARATTANO – GUALDO CATTANEO

Castello di poggio.
Si passa poi a Barattano.
Si trova in discrete condizioni, risulta veramente affascinante per l’insieme della ampia cinta muraria con porte d’ingresso medievali, i vicoli tra gli edifici e gli alti torrioni (5/6). Per quanto riguarda le abitazioni le porte sono, per la maggior parte, rialzate rispetto al terreno e collegate con scalette in pietra. Il castello, situato a 454 m. s.l.m., fu eretto nel XIII secolo con il nome di Villa Sant’Angelo in Piscina; Più tardi assunse il nome attuale. La forma è a quadrilatero. E’ cinto da mura possenti del 1452 con mastio centrale e alte torri a difesa esempio di derivazione dal castrum romano. A partire dalla seconda metà del XIV secolo il castello passò sotto la giurisdizione dei Trinci. Il castello è rimasto per secoli sotto l’influenza di Todi. Nell’800 fu unito a Gualdo Cattaneo.
Al ridosso delle mura si trova la chiesa di S. Bartolomeo del ‘200 (santo patrono del paese) con affreschi del XVI e XVII secolo che ricoprono quelli precedenti Si distinguono le figure di “S. Lucia e S. Damiano” (1576), una “Madonna in trono con Bambino e S. Bartolomeo”, “S. Vittoria”, “S. Anastasio”; sopra l’altare “Crocifissione” con ai lati S. Abate e S. Bartolomeo. E’ stata rimaneggiata nei secoli. Sulla sommità della porta più antica è murata l’aquila tuderte (due porte d’ingresso, una porta più esterna ed una più interna).
Attualmente il castello di Barattano fa servizio di B&B riutilizzando camere di alcune case.

CERALTO – GUALDO CATTANEO

Castello di pendio.
Nel pomeriggio si visita Ceralto.
Forse deve il suo nome alla dea romana dell’agricoltura Cerere oppure deriva dalla quercia “Cerralto”. Fu scenario di lotte tra Todi e Perugia la quale distrusse il castello nel 1311. Comunque prevalsero più a lungo i tuderti come si deduce dallo stemma dell’aquila sulla porta d’ingresso. Nel 1496 passò a papa Alessandro VI Borgia. Nel 1512 tornò a Todi. Nel 1861 fu unito a Gualdo Cattaneo.
Il castello presenta delle torri intatte, il maschio esagonale e delle mura ben conservate che dominano la Valle del Puglia. Nel suo interno è la chiesa dei Ss. Pietro e Paolo che conserva tele e affreschi. Il campanile è stato ricavato da una torre.
Per i vicoli e le case in pietra arenaria, anche qui, si respira aria di Medioevo.

CISTERNA – GUALDO CATTANEO

Castello di poggio.
La giornata si può concludere con Cisterna.
Fondato intorno al XIII secolo, fu uno dei più importanti e popolosi della zona. Era a guardia della Valle del Puglia. Fu sotto il dominio di Perugia fino al 1378, nel febbraio del 1412, Braccio Fortebraccio invase il territorio di Gualdo Cattaneo, sottraendolo a Ceccolino Michelotti; due mesi dopo lo acquistò (Cisterna compreso) Ugolino III Trinci da Braccio. Nel 1421 vi si rifugiò Corrado XV Trinci, in attesa di vendicare l’assassinio dei suoi fratelli Nicolò VIII e Bartolomeo IV, avvenuto a Nocera Umbra. Da Cisterna il Trinci partì insieme a Braccio Fortebraccio da Montone per punire il castellano di Nocera Umbra e i suoi abitanti. Cisterna restò ai Trinci fino alla fine della loro signoria (1439).
Nel 1802 fu unito al Comune di Gualdo Cattaneo, nel 1815 fu sotto S. Terenziano, indipendente nel 1829 poi nel 1861 ritornò sotto Gualdo Cattaneo.
Oggi conserva intatto il suo di aspetto di insediamento fortificato con un’alta torre medievale, adiacente alla quale si trova un nucleo abitato d’origine ottocentesca.
Pomeriggio partenza per il rientro.

Quota individuale di partecipazione (minimo 4 partecipanti) € 310

Su richiesta quotazioni per un numero diverso di partecipanti.

La quota include:
Accoglienza all’arrivo ed assistenza sul posto;
Sistemazione in appartamento, 2 notti a Foligno;
2 cene in ristorante;
Servizio guida per 2 intere giornate;
Box delle esperienze con buoni sconto;

La quota non comprende:
Prima colazione;
Bevande ai pasti;
Trasferimenti;
Ingressi dove previsti:
Tutto quanto non indicato alla voce “La quota comprende”;

Servizi su richiesta a pagamento:
Trasferimenti;

Informazioni utili:
L’itinerario di 3 giorni può essere effettuato con auto propria oppure a pagamento con autista privato;

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Antonella 347 3799384
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